In un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Science Translational Medicine, viene descritta una nuova molecola anti-emorragica ingegnerizzata ad elevata stabilità. Questa capacità è di grande rilevanza nel campo della coagulazione, in quanto potrebbe tradursi in una maggiore finestra terapeutica permettendo la riduzione del numero di iniezioni, con il conseguente miglioramento della qualità della vita dei pazienti trattati. Lo studio, che vede coinvolti il Dott. Alessio Branchini e il Prof. Mirko Pinotti di LTTA in collaborazione con un team di ricerca internazionale con competenze in immunologia, biochimica e malattie della coagulazione, è riportato al link: An engineered human albumin enhances half-life and transmucosal delivery when fused to protein-based biologics .
In particolare, il farmaco combina le caratteristiche del fattore VII della coagulazione, utile ad evitare/fermare emorragie, con quelle dell’albumina, una proteina che circola naturalmente nel nostro sangue e che presenta una alta stabilità. L’unione delle due caratteristiche conferisce al fattore ingegnerizzato, cioè il farmaco, la capacità di essere efficace più a lungo all’interno del sangue.